Archive for Dicembre, 2005

Voglio vedere il mondo!

Venerdì, Dicembre 30th, 2005

L‘altro giorno, mentre ero in auto, mi sono chiesto se l’uomo potesse con le proprie forze visitare il mondo intero, se cioè la durata della vita media permettesse ad ognuno di noi di poter visitare l’interità delle terre emerse. Inoltre la domanda presupponeva anche che questo viaggiatore non si servisse di mezzi tecnologici quali auto e aeroplani (anche perché non si può andare dappertutto con l’auto e non si possono ammirare i dettagli con un aeroplano).
In pratica il nostro viaggiatore dovrebbe spostarsi a piedi, visitando, almeno con lo sguardo, ogni angolo del pianeta, esclusi mari e oceani, che in fondo non presentano troppe novità da zona a zona.
Così, da buon fisico, ho cominciato a semplificare e parametrizzare il problema, in maniera assai semplice, con delle approssimazioni forti ma efficaci.
Ammettiamo che in media il nostro viaggiatore riesca a vedere intorno a sé per un raggio di 50 metri (che diventano di più nelle pianure e di meno in presenza di monti e colline), e poniamo quindi il nostro amico al centro di un quadrato di 100 metri per lato. Dividiamo la superficie delle terre emerse in quadrati di 100 metri per lato ed ammettiamo poi che il viaggiatore si sposti da quadrato a quadrato in linea retta, da sud a nord, invertendo la direzione in presenza di una costa e spostandosi conseguentemente prima ad est e poi da nord a sud e così via (vedere la figura).
Quindi il nostro amico viaggia e guarda intorno a sé di quadrato in quadrato; assumiamo ora che a piedi ci si sposti ad una velocità di 3 metri al secondo, per passare dal centro di un quadrato all’altro (che distano 100 metri) ci vorranno 33 secondi.
Riassumendo, il viaggiatore “visita” un quadrato ogni 33 secondi. Passiamo ora ai calcoli!

  1. La superficie delle terre emerse è di circa 148.940.000 Km^2.
  2. Se la dividiamo in quadrati da 100 metri di lato, otteniamo 14.894.000.000 di quadrati.
  3. Moltiplichiamo il numero di quadrati per il numero di secondi che servono per andare da un quadrato all’altro e otteniamo circa 491.502.000.000 di secondi per visitare tutte le terre emerse.
  4. Questo astronomico numero di secondi si traduce in circa 15585 anni…!

Quindi, a conti fatti, e tenendo presente anche che questo calcolo considera un viaggiatore in continuo movimento (se si riposasse 8 ore al giorno il numero di anni salirebbe del 33%), non è possibile visitare tutto il pianeta in una normale vita umana.
Questo non è che uno dei più fantasiosi limiti dell’uomo, ma sempre un limite. Abbiamo allora bisogno della comunicazione se vogliamo conoscere tutto il mondo, sia sotto forma di racconti di viaggio, foto, documentari, ecc.
Se da un lato nessuno di noi può visitare il mondo intero, questo aspetto amplifica l’importanza della comunicazione anche per chi ama viaggiare.

Riflessioni sul Natale

Domenica, Dicembre 25th, 2005

Buon Natale!

Questa è una delle frasi più ascoltate in questi giorni, dappertutto le persone si scambiano gli auguri e sperano che quelli ricevuti si avverino. C’è chi sogna di realizzare i propri desideri e chi di ritrovare la pace perduta, chi di passare dei giorni finalmente tranquilli distanti dal lavoro e chi pensa che tutto sommato Natale è una festa favorevole per il proprio palato.
Ma cosa significa davvero la frase Buon Natale? Ovviamente non posso che fornire una mia interpretazione di questo augurio, sperando che anche voi diciate la vostra.
Il Natale è fondamentalmente una festa cristiana, sebbene coincida con la festa pagana di rinascita del sole, abbiamo infatti appena passato il solsitizio d’inverno e le nostre giornate tornano ad allungarsi. Per gli antichi romani questa era una delle ricorrenze più importanti perché era davvero una rinascita per tutte le attività in un periodo in cui l’illuminazione pubblica e privata era lungi dai migliaia di chilowatt che si consumano oggi. Attualmente la festa del sole che nasce ha poco senso, primo perché appunto viviamo in epoca tecnologica e la luce non ci manca, secondo perché nell’emisfero australe vale il discorso opposto, in quanto le giornate vanno ad accorciarsi.
La festa cristiana della nascita di Gesù (presumibilmente avvenuta in primavera) ha invece senso, ma solo per i cristiani, sebbene il mondo occidentale si ritenga ancora pseudo-cristiano e continui ad affollare le chiese solo in queste feste “comandate”. Il Natale inoltre è da sempre la festa dei commercianti e dei produttori, e in fondo anche dei golosi o di chi aspetta la tredicesima per permettersi un nuovo cellulare visto che il vecchio non dà la possibilità di vedere i gol della propria squadra.
Buon Natale significa forse “sii felice in questi giorni facendo quello che vuoi?” Secondo me no.
Una cosa che contraddistingue tutte le religioni del mondo da uno stile di vita ateo sta proprio nell’istituzione di giorni particolari durante l’anno in cui riflettere o soffermarsi, in cui lasciare il tran tran di cui tutti siamo imbevuti e dedicare il tempo a fare il punto della situazione, a creare nuovi scopi in virtù di quello che si è raggiunto, ad aprire il pensiero alle realtà che ci circondano.
Quindi il giorno di festa diventa fondamentale da un punto di vista accoppiato fra praticità e spiritualità. Gesù non ha indicato nei suoi comandamenti di celebrare la sua nascita, né tantomeno di scambiarci i regali o di pretendere a tutti i costi che a Natale nevichi. Siamo stati noi cristiani a voler sospendere le attività durante l’anno per soffermarci a riflettere sulla sua venuta. Da questo punto di vista ogni compleanno o anniversario dovrebbe essere per noi una giornata di riflessione su ciò che abbiamo fatto e faremo.
La frenetica corsa ai regali per tutti gli amici, il voler per forza racchiudere la bontà e la pace solo in questa settimana di festa, il trasmettere film di Natale solo in questo periodo, tradisce lo spirito di soffermazione e interiorizzazione della propria esistenza e rende il Natale simile ad un passaggio piuttosto che ad una sosta.
Il mio augurio è quindi lo stesso per chi crede e per chi non crede, per chi si sente a posto con la propria fede andando due volte l’anno in chiesa e per chi si vanta di passare un Natale diverso dagli altri evitando scrupolosamente inutili manifestazioni religiose: Conosciate voi stessi sempre di più.

Sono tornate!

Mercoledì, Dicembre 21st, 2005

Calcoli RenaliMa chi direte voi? Una delle peggiori cose che possano capitare ad un uomo, uno dei massimi dolori conosciuti: le coliche renali.
Ebbi la mia prima esperienza di colica renale nel lontano agosto 2000, la prima volta che si ha a che fare con questi atroci dolori si pensa subito a cose veramente gravi, considerando che si arriva persino a vomitare a causa degli spasmi; ero appena tornato da una bevuta di birra con amici e tutta la notte l’ho passata contorcendomi nel letto. Poi è arrivato lui: Toradol, un potente antidolorifico oppiaceo che in pochi minuti “stacca la corrente” al cervello e sembra che il dolore non ci sia più…
Ovviamente essendo un oppiaceo si ha a che fare anche con gli effetti particolari di queste medicine, tipo che una volta sono rimasto 30 minuti a fissare un lampadario acceso…vabbè!
Comunque il dolore è valso la candela, nel senso che dopo due giorni tutto è passato ed io ho espulso dal mio rene il mio primo calcolo, un sassolino formato da ossalato di calcio grande appena 3 mm ma che mi provocò dolori lancinanti (non vi dico dove).
A dicembre del 2000 feci un pellegrinaggio a piedi da Cinecittà a S.Pietro sotto la pioggia battente insieme alla mia amica Arianna; al ritorno mi immersi in un bel bagno caldo e… senza dolori, senza coliche e senza fastidio alcuno, un secondo sassolino spuntò fuori, più grande del primo…sarà stata una grazia susseguente al mio pellegrinaggio? Solo il cielo lo sa :-)
Ma il peggio doveva ancora arrivare: a Maggio 2001 il rene sinistro cominciò di nuovo a farsi sentire, questa volta le coliche durarono 8 giorni (e 8 giorni di oppiacei) e fu la peggiore esperienza della mia vita. Anche in questa occasione, alla fine di tutto produssi un nuovo sassolino, e il sollievo fu enorme.
Per anni ho continuato ad “allevare” calcoli, ne ho due al rene sinistro ed uno al destro, ed ora, dopo 4 anni, il sinistro ha ricominciato a reclamare spazio libero espellendo gli intrusi.
Non so ancora come andrà a finire, adesso posso scrivervi perché sono sotto effetto di Toradol, ma di sicuro questa non sarà una settimana facile per me, alle prese con medicinali e punture di emergenza in caso di attacco improvviso. Nel frattempo il rene continua a spingere e spingere (i dolori vengono infatti dagli spasmi del uretere che cerca di cacciare fuori il sassolino), posso solo sperare che esca presto, cosa che tutti quelli che soffrono di coliche renali si augurano più di un felice anno nuovo.