Archive for Gennaio, 2006

E’ ancora possibile la vita contemplativa?

Giovedì, Gennaio 26th, 2006

Durante l’ultimo weekend, ho avuto modo di far visita alle suore clarisse di clausura di Albano. Come la maggior parte delle persone, io mi aspettavo di trovare al ricevimento due suore anziane, nodose e distanti anni luce dalla realtà moderna, ma mi sono ricreduto ben presto quando mi sono reso conto che l’età media delle due sorelle che ci hanno accolto era di circa 35 anni…
Difficile per me adesso descrivervi la pace e la solidità di pensiero che esternavano quelle due ragazze protagoniste di una scelta difficile, che a molti sembra impossibile; difficile è anche evitare di cadere nei soliti cliché che vedono queste persone come delle disadattate sociali che fanno una scelta di rifiuto del mondo.
In realtà, da quello che abbiamo sentito, e soprattutto da quello che ci è stato comunicato senza parole, chi fa una scelta di questo genere sa benissimo a cosa rinuncia e cosa riceve; il percorso è molto lungo (9 anni), durante i quali non tutte le ragazze arrivano fino in fondo, il tutto senza problemi per l’ordine stesso, in quanto la scelta di base è una scelta di vocazione per la vita, e se il seminario ti fa capire che non sei vocata alla vita da suora allora è stato comunque tempo speso bene.
Le attività di queste sorelle spaziano da quelle pratiche ed organizzative per la comunità e per il mondo esterno (come la produzione di icone o la cucina) fino a, ovviamente, il lungo tempo passato in preghiera e in contemplazione per il mondo e per la vita dell’uomo. A questo punto scatta la riflessione: è davvero utile l’opera di persone che rimangono chiuse in quattro mura a pregare piuttosto che andare in Africa ad imboccare i bambini?
La risposta non può prescindere da una sensibilità spirituale e di fede: ovviamente chi crede in Dio e nella forza della preghiera vede queste donne come una grande forza che si fa carico dei mali spirituali dell’uomo; chi invece non ha fede e crede solo nelle opere materiali non riesce a carpire una qualche utilità nella scelta di queste suore.
Io mi sento solo di aggiungere un pensiero: in tempi frenetici e ingiusti come i nostri, una scelta di questo tipo suscita comunque un fascino unico, e la bellezza irradiata da queste sorelle che fanno della comunità la loro base di vita (contrariamente ai nostri egoismi e alla nostra incapacità di organizzare progetti comuni) è qualcosa che arriva dritto al cuore, che uno abbia fede o no. Inoltre questa è una delle poche scelte che ti permettono di distaccarti seriamente dalle beghe dell’uomo moderno, alla riscoperta di quella spiritualità medievale, o anche benissimo orientale, che ci ha regalato uomini del calibro di S. Francesco o Confucio. Insomma, vale la pena di provare di persona le cose che ho scritto, evitando di rifiutarle a priori solo perché lontane dall’esperienza collettiva.
Inoltre, se pensate che le suore di clausura siano delle ragazze bruttine che non hanno trovato il fidanzato e ripiegano sulla fede…beh, devo dirvi che vi sbagliate di grosso! Provare per credere.

La nuvola di Fred

Mercoledì, Gennaio 18th, 2006

Qualche giorno fa, il mio amico Jan (che è un nome d’arte, il vero nome è Harr Syrgil), pose alla mia attenzione un libro di fantascienza scritto dal famoso astronomo inglese Fred Hoyle; fino ad allora conoscevo Hoyle solo per le sue teorie sullo stato stazionario dell’universo (in contrapposizione al Big Bang) e su altri contributi eccellenti alla cosmologia. La curiosità di leggere questo libro, intitolato “La nuvola nera” era quindi per me molto alta, soprattutto dopo che Jan mi aveva detto che le affermazioni fantascientifiche del testo erano tutte scientificamente corrette ed inoltre non mancavano esempi di fisica dell’atmosfera, e neanche di altre discipline come mi sono reso conto leggendo.
Il libro, che contiene anche alcune formule e dimostrazioni corrette delle affermazioni, è stato un vero e proprio viaggio per me in un mondo conosciuto solo attraverso i libri di testo; era come ritrovarsi dentro il gruppo di scienziati protagonisti e seguire i discorsi e le teorie brillantissime che venivano alla luce piano piano.
La storia narra di una nube di gas interstellare che si avvicina inesorabilmente alla terra per mesi (in realtà da migliaia di anni prima di divenire visibile) e si staziona intorno al sole. I migliori scienziati della terra si danno da fare per capire il comportamento di questo insolito oggetto che avrebbe dovuto seguire un percorso (fisico e comportamentale) ben diverso, ma che invece si piazza proprio in punti “strategici” e quindi con probabilità nulla di essere proprio là…sempre che si tratti di un oggetto inanimato! Infatti sorge, neanche troppo presto, nella mente degli studiosi la spiegazione che potrebbe trattarsi di una forma di vita intelligente…il resto lo lascio a voi!
E‘ un libro che mi sento di consigliare a tutti in quanto tocca in modo brillante ed intelligente anche tematiche politiche e sociologiche viste dall’occhio del fisico o comunque di una persona razionale, che alla fine deve fare i conti con l’irrazionalità dell’intera etica umana; un inno alla comprensione e alla instancabile ricerca della verità tramite mezzi a disposizione dell’uomo e tramite idee “di punta” che hanno reso possibile il progresso umano grazie ai singoli pensatori che per primi le hanno accolte.
Il testo non manca di considerazioni personali da parte dell’autore, come alcune frecciatine finali alla teoria del Big Bang (il libro è stato scritto negli anni 60, sebbene questa teoria del Big Bang non sia ad oggi del tutto accettata), ma comunque rimane di un gusto raramente trovato in altri testi di fantascienza, spesso troppo grossolani e “distanti” dalla realtà. Se doveste leggerlo anche voi…scrivete le vostre impressioni qui sotto. Ma non perdetelo se potete!

Il grande sogno…

Giovedì, Gennaio 12th, 2006

Suppongo che ognuno di noi abbia un grande sogno, o più di uno. Chi mi conosce sa che mi occupo a livello non specialistico di molte cose, e questo blog ne è una prova, ma questo non vuol dire che io non abbia da parte un desiderio di andare fino in fondo su un argomento o di realizzare qualcosa di importante. Insomma, oggi non vi parlerò di sogni tanto assurdi, né banali, ma di uno solo, un sogno che si ripresenta ogni qual volta esco da un cinema o spengo la tv dopo aver visto uno dei miei film preferiti: scrivere una colonna sonora per un film.
In passato ho avuto la fortuna (?) di cimentarmi in colonne sonore per videogiochi online e per i mitici primi film di Gabriele Albanesi; per molto tempo però, dal 2000, non mi era capitata più occasione di mettere mano al sequencer e supplire con il multitraccia alla mia scarsa capacità esecutiva al pianoforte.
L‘anno scorso, durante la mia festa di compleanno, lo stesso Gabriele Albanesi mi mette al corrente di un suo film finalmente “serio”, cioè con veri attori, vera fotografia, distribuzione nazionale ecc. Mi chiede altresì di realizzare la colonna sonora di questo film. Albanesi non è proprio un regista del mio genere, lui realizza film horror-splatter, cercando di inserirci i temi che da sempre accompagnano l’uomo, a modo suo e comunque a volte con efficacia; io avrei tanto desiderato scrivere qualcosa per uno di questi film impegnati psicologicamente o di ampio respiro come ad esempio i film di Wim Wenders. In fondo il mio stile compositivo, che non è molto articolato per via delle limitate conoscenze musicali, ben si adatta alla nuova generazione di film psicologici che tanto hanno bisogno della musica minimalista!
Ma lavorare con Gabriele mi dà soddisfazione, perché lo conosco da molto e so cosa lo colpisce e cosa no, ma soprattutto perché crede molto in me, e questo suo affetto in qualche modo va ricompensato!
Così, spinto dall’entusiasmo cominciai subito a buttar giù musica senza che il film fosse realizzato, e coinvolsi anche il sor Butro che ugualmente non vedeva l’ora di applicare le proprie conoscenze musicali per produrre qualcosa di serio. Ma la realtà non è sempre come ce la immaginiamo; infatti per parecchie settimane non veniamo messi a conoscenza dello sviluppo del film e pensiamo che non si faccia più: gettiamo alle spalle i nostri sogni e ricominciamo a “vivere” nella normalità. Qualche settimana fa invece, si presenta a casa mia il regista con il film già montato!
Adesso ho cominciato di nuovo a scrivere, ma il lavoro è duro e soprattutto è stato difficile accettare di lavorare senza il Butro, in quanto gli accordi presi in precedenza sono stati modificati dal produttore ed anche perché il mio nuovo lavoro mi permette di dedicarmi alla composizione solo nei ritagli di tempo. Inoltre avevo promesso al regista che mi ci sarei messo e soprattutto, seppur diversamente da come avevo immaginato, il mio sogno più grande sta prendendo forma.
Di sicuro non si realizzerà, nel senso che io non sarò mai un compositore di colonne sonore professionista, ma già assaporare il gusto della creazione, dell’adattamento, della descrizione di immagini con i suoni (una sfida che ho dentro di me da sempre), significa molto per me…il resto spetta agli ascoltatori!