Archive for Marzo, 2006

Quasi due anni, ma Hyboria non si è salvata

Giovedì, Marzo 30th, 2006

In attesa di raccontarvi le ultime imprese automobilistiche del mitico Hermax (devo scaricare le foto testimonianza…) vorrei spendere due parole pubbliche di ringraziamento ai miei amici Kiba, Harr e i fu Volund e Drak-nekkar.
Quasi due anni fa, nel mese di maggio 2004 riuscivo a coinvolgerli nella mia passione smodata per Conan il barbaro e l’epoca fittizia in cui erano ambientate le sue avventure: l’era Hyboriana; tramite il ben fatto e Hyborian-faithful gioco di ruolo della Mongoose, ho potuto ricreare per i loro personaggi alcune delle più suggestive ambientazioni lasciateci da R. Howard (lo scrittore che ideò Conan) e alcune delle più cruente missioni mai osate in un gioco di ruolo.
Mese dopo mese, sessione dopo sessione (circa 1-2 al mese), i protagonisti della campagna, che dovevano riaccompagnare un lord Kitano a casa da Aquilonia (più o meno un percorso esteso tra Francia e Giappone tutto a piedi o a cavallo), si imbattono in oscuri giochi di potere esoterico per far tornare in vita la mummia di Xaltotun dall’era di Acheron…un qualcosa che avrebbe potuto sconvolgere Hyboria intera.
Guerre, fughe, prostitute, brevi giorni di pausa, un figlio ritrovato, un approccio omosessuale, una possessione demoniaca, un’armatura vuota e piena di volontà (degna di Italo Calvino), hanno fatto da cornice a questo viaggio che avrebbe dovuto avere una importante tappa pochi giorni fa, nella sessione che avrebbe chiuso la prima campagna che vedeva me come Master.
Ma Hyboria è più violenta della mente più perversa del Master più terribile…così il party, ad un giorno dal confronto finale per salvare la Terra, viene assalito e ridotto malissimo da una banda di quartiere Zamoriana (altro che Bronx!).
Privi di forze e di determinazione, i membri del gruppo decidono di evitare di salvare il mondo, scelta opinabile e condivisibile, preferendo farsi una bella dormita ristoratrice.
Cosa succederà adesso ad Hyboria? Chi ha letto “L’ora del dragone” sa che Xaltotun fa di tutto per… non svelerò in questa sede cosa aspetta i miei eroi, ma di nuovo vorrei ringraziare questi quattro amici, che tra le vere avventure della vita (donne, esami, lauree, intoppi vari) trovano sempre il tempo di farsi massacrare se non uccidere (requiem per Volund e Drak) da un fissato come me.

Modigliani e i maledetti

Domenica, Marzo 12th, 2006

Ieri sera ho avuto la fortuna di visitare la mostra dei dipinti di Amedeo Modigliani in esposizione al museo Vittoriano a Roma; non sono affatto un critico d’arte pittorica né me ne interesso molto, ma cercavo comunque di trovare la linea sommersa che attraversava tutte le opere messe in mostra.
Disegni a matita e olii, studi e ritratti nascondevano qualcosa di particolare al di sotto dei tratti abbozzati e delle impossibili proporzioni delle parti del corpo. La mostra è stata allestita molto bene a mio avviso, all’ingresso si ha subito l’idea di quello che fu la vita dell’artista, una vita segnata, come in molti casi successivi, da droghe, alcool e malattie, momenti lucidi e momenti di pura follia, il tutto condito da una cerchia di amici e protettori con storie assurde alle spalle.
Sembrava davvero di vivere un film o una realtà che di certo non ti immagini all’inizio del Novecento. Ma Modigliani estrasse il suo stile e la sua gloria proprio da questo tipo di vita. Contaminazioni africane e inca, vita parigina e soprattutto una decisa volontà di espressione delle radici italiane (ed etrusche) hanno dato la vita a questi stranissimi esseri umani senza occhi che caratterizzano il pittore, quasi come fosse un’ossessione o una voglia di affermazione della propria energia che andava e tornava.
Allora, ho trovato questa linea sommersa? Non lo so, difficile da esprimere, soprattutto per un novellino come me, ma di sicuro l’opera e la vita di Modigliani mi sono rimaste dentro, oggi le sento ancora risuonare in me.

Jan goes to Mars

Giovedì, Marzo 2nd, 2006

Ancora una volta mi trovo a recensire e consigliare un libro suggeritomi da Jan. A questo punto mi converrebbe consigliarvi direttamente Jan e la finiremo qui, anzi vi do subito la sua email: “soermejo@verimaschi.org”.
Il libro in questione è ancora una volta un libro di fantascienza, ed è ancora una volta un classico: Le Cronache Marziane” di Ray Bradbury; probabilmente molti di voi lo avranno letto, ma io conoscevo solo Farenheit 451 e devo dire che queste cronache mi hanno spiazzato. La storia narra della colonizzazione di Marte da parte dei terrestri intorno agli anni 1995-2030, ma lo fa in modo del tutto particolare.
Ricordando che questo libro, che poi è una serie di racconti che possono benissimo stare a sé stanti, è stato scritto negli anni 50, la prima cosa che si nota è l’assenza di un manierismo fantascientifico zeppo di laser e motori al plutonio: la storia si concentra molto di più sugli aspetti morali e sociali di una colonizzazione, non mancando di un discreto umorismo e di una sagace visione del futuro come terribile continuazione degli errori del passato.
Inoltre, e questa è secondo me la caratteristica più deliziosa, ogni capitolo più o meno esplora un genere letterario diverso: abbiamo il flusso di coscienza, il romanticismo, il romanzo, la cronaca, l’horror, ecc..
Questo contribuisce a rendere piacevole la già scorrevole lettura e soprattutto a farci dimenticare che si tratta di fantascienza: il mondo marziano prende man mano forma nelle nostre menti e, tolti gli occhi dal libro, ci sembra di vivere sulla Terra in un mondo diverso.
Non mancano inoltre oculati attacchi allo stile di vita americano e occidentale in genere, che già negli anni 50 veniva visto dall’autore (americano) come qualcosa di poco compatibile con uno sviluppo attento all’ambiente e alle diversità di abitudini; inoltre, chi ha letto Farenheit sa che Bradbury fosse sempre molto preoccupato dai poteri centrali e dai mass media, additando come strade alternative la conoscenza personale e profonda e soprattutto la condivisione…poteva dunque non piacermi?