Le 10 Parole
Qualcuno li conosce come “I 10 comandamenti“, ma chi ha condiviso con me in questi due anni questa esperienza di fede “pratica” sa che ‘comandamento’ è la prima accezione con cui si ha a che fare, per poi approdare ad un insieme di significati ben più vasto dell’obbedienza a leggi eterne e piovute dal cielo.
Presente da alcuni anni, questo corso di catechesi sta rivoluzionando da dentro il concetto di fede e di Chiesa, perché i contenuti sono concentrati solo ed unicamente sul “tu” e non su pensieri generici e di respiro così ampio da perdersi nell’aria delle filosofie e dei preconcetti di vita “buona buona, tonta tonta” che accompagnano ormai da troppo tempo i cristiani agli occhi di chi ha una fede differente.
Non posso certo pretendere di esprimere in poche righe i 15 mesi di parole dette e scambiate, ma sono sicuro che chi mi conosce avrà notato un cambiamento nei miei modi e nei miei affetti, una ricerca del giusto ed essenziale, una spinta verso un amore scevro da contraccambi. Parlo di spinta perché un po’ tutta la vita è un accelerazione verso ciò che pensiamo o sappiamo renderci felici e quasi mai un totale raggiungimento di mete assolute; ma la spinta è necessaria, perché solo le accelerazioni fanno la differenza tra l’immobilità e il movimento.
A chi si professa cristiano e a chi desidera conoscere la cristianità scevra da concetti economici e di potere, a chi non accetta un solo pensiero come verità ma sa di far parte di un sistema più complesso, consiglio vivamente perlomeno di provare questo nuovo modo di vedere cose antiche ed ormai quasi dimenticate. E non siamo certo di fronte ai Faith-show americani, né tantomeno alla fine del corso ti viene proposto di comprare pentole o versare tangenti per le indulgenze, non si comincia a far parte di una setta, non ci si sente affatto violentati nell’animo o lobotomizzati nel cervello, perché queste 10 parole non fanno che parlarti di cose che hai già dentro, magari dimenticate perché ritenute inutili o dannose nell’affrontare la “terribile esistenza” quotidiana ed invece indispensabili per avere uno sguardo nuovo alle cose del mondo.


Maggio 12th, 2006 at 16:41
ciao silvietto,
sono entrata nel tuo blog solo oggi a causa di problemi di rete nei giorni scorsi.. è troppo forte e riflette molto il tuo modo di essere (per quel poco che ti conosco).
per quanto riguarda l’articolo sulle 10 parole, penso che chi lo leggerà riuscirà a capire prfettamente quello che hai dentro, perchè è “scritto” con parole dettate da Chi ci ha guidato durante questo cammino e che sta molto più in alto di noi..
Se puoi, mandami le foto dell’ultimo ritiro. ci vediamo il 25.
salutoni anche a silvietta. ciao,
paola