Il mio coltello
Giovedì, Agosto 10th, 2006
Tempo fa seppi che in Sardegna un uomo non è uomo se non ha il proprio coltello. Lì per lì la presi come una tradizione, anche interessante, ma comunque lontana dai modi di vivere odierni. Ebbene, ammetto che da pochi giorni ho dovuto ricredermi…
Questo sabato ho intrapreso una gita in quel di Frosolone (che non è una storpiatura di Frosinone, ma un reale paesino del Molise) con il mio amico fabbro di passione Sandro Agnelli. Entrambi abbiamo attraversato una autostrada piena di traffico, affrontato un percorso tortuoso senza l’aiuto di uno straccio di cartina, sopportato la fame fino alle 15 per conoscere il segreto dell’acciaio.
Lungi dal comportarci come Thulsa Doom nel film di Conan, siamo giunti a Frosolone in vista di una fiera della forgiatura: il paese è infatti famoso per la sua produzione artigianale di forbici e coltelli, ed un pomeriggio passato fra martelli e fornaci era quanto di più maschio potevamo aspettarci.
Ma il nostro pellegrinaggio finisce proprio poco prima di arrivare, perché in paese ci dicono che la forgiatura è stata rimandata di una settimana. Affamati, delusi, ma anche divertiti dal contrattempo del tutto alla Paperino, abbiamo girato le botteghe del paese in cerca almeno di rifarci gli occhi fra lame e attrezzi di ogni tipo.
Fu proprio in quel momento che mi innamorai del mio primo coltello.
Era lì, fra tanti altri, con la sua lama di acciaio e il suo manico di vero ulivo, tutto artigianale. Un oggetto che esprime sicurezza e slancio al tempo stesso; dal giusto peso, dalla buona equilibratura, dalla robustezza costruttiva a garanzia di lunga durata, tutto concorreva a renderlo perfetto ai miei occhi. Così, in uno slancio di passione, lo acquistai.
La nostra gita, almeno per me, non è stata dunque infruttuosa e adesso chi mi incontra al mattino o alla sera saprà che ho sempre con me un nuovo, affidabile compagno di viaggio che racconta la bellezza dell’acciaio e del Molise che amo sempre più.











