Back to Metal
Mercoledì, Maggio 21st, 2008
Qualcuno potrebbe dire che sono già di fronte ad una crisi dei trent’anni, ma io non credo sia così, se negli ultimi mesi amo trascorrere i miei momenti musicali in compagnia dei gruppi heavy metal che ascoltavo dieci anni fa.
All’epoca era importante essere aggiornati su questo mondo, ma soprattutto la potenza e quel senso di cose importanti che uscivano fuori dalle chitarre distorte e dai voli ritmici delle doppie casse e rototom ti faceva sentire di avere un sacco di forza per affrontare il futuro.
Che fossero i Savatage, i Dream Theater, i Metallica, i gruppi più progressive o quelli più trash, la sensazione era sempre quella; il piacere era puro ed assicurato, soprattutto quando si facevano sforzi di traduzione (all’epoca conoscevo bene solo il francese) per capire ed interpretare i testi o i temi trattati. Ad un post adolescente i temi del Metal calzano a pennello, e sembra che solo questi gruppi possano capire lo sforzo e le mille tensioni che vive chi si appresta a crescere davvero.
A distanza di dieci anni, il lato edonistico di questo tipo di musica permane, oggi possiamo acquistare i cd che copiavamo sui nastri negli anni ‘90, possiamo andare a fondo sui gruppi che più ci piacciono grazie ad internet, possiamo rivederci coi vecchi amici e ricordare i concerti o le emozioni che ci suscitavano questi ragazzi coi capelli sempre lunghi; ma qualcosa è di sicuro cambiato, ci rendiamo conto che tanti problemi sono rimasti e che queste canzoni continuano a sostenerti per certi aspetti, allo stesso tempo ti lasciano dentro una profonda nostalgia e la sicurezza che molte cose sono state perse per sempre, risucchiate da una vita che lascia poco spazio a chi vuole affrontarla in modo eroico, sostenuto dai riff della chitarra ritmica e dalla sensazione fasulla di essere uno dei pochi che sanno davvero come vanno le cose.
Vi lascio con l’ascolto di tre brani significativi, che in questi ultimi tempi riescono a tirarmi fuori i più grandi piaceri e le più calde lacrime
Alla ricerca delle proprie radici e di una maggiore comprensione di quello che siamo e di cosa ci ha portato ad essere così, la Storia risponde con l’analisi dei grandi movimenti sociali ed il corso degli eventi principali; tutto questo potrebbe anche bastare a soddisfare le nostre richieste, ma a mio avviso è doveroso integrare quello che giustamente viene riportato nei libri con le memorie di chi è stato protagonista di quei tempi.
