Enrico plays Domenico
Giovedì, Luglio 17th, 2008
Sono tanti mesi che non scrivo sul blog la recensione di un cd, forse anche per il fatto che dovrei scriverne tantissime considerata la mole di album che ascolto. Stavolta però il caso è curioso e mi va di recensire e diffondere un tentativo a mio avviso ben riuscito di fare buona musica.
Da anni seguo il pianista jazz italiano forse più famoso internazionalmente, Enrico Pieranunzi, da una sera a Ciampino con l’amico Claudio che si era da poco lasciato con una delle sue innumerevoli fidanzate, passando per i concerti a Tor Vergata e nelle manifestazioni jazz che ho potuto vedere da vicino. Enrico, mi piace chiamarlo in un modo confidenziale tanto intimo e informale è il suo rapporto con la musica ed il pubblico, riesce da sempre a cullarmi l’animo con i suoi arrangiamenti e i suoi assoli al piano; la sua è una musica calda, mediterranea, con un occhio sempre rivolto al panorama internazionale e alle infinite metamorfosi del jazz.
Ma nella sua lunga storia musicale la musica classica non è mai mancata, e come lui stesso scrive sul suo ultimo cd, gli è sempre stata vicino; non bisogna dimenticare i suoi insegnamenti di perfezionamento di pianoforte classico e il fatto che ogni pianista ha nell’anima i grandi compositori.
Così questo mese è uscito Enrico Pieranunzi plays Domenico Scarlatti, un cd in cui il pianista romano affianca all’esecuzione di alcune delle più belle sonate del compositore napoletano delle improvvisazioni più contemporanee, e in fondo velatamente jazz. Ma a differenza di tante storpiature finora ascoltate di tentativi mal riusciti di “jazzificazione” di brani classici, Pieranunzi suona integralmente i brani scritti da Scarlatti e successivamente improvvisa sul tema. In fondo anche Scarlatti era famoso per le sue doti di improvvisazione, e molti brani furono proprio scritti da improvvisazioni piuttosto che a tavolino.
Il risultato è ottimo, forse un po’ troppo veloce nei pezzi più concitati, ma l’alternanza di momenti dolci e agitati è dipinta con maestria, la musica classica è suonata ad arte, così come quella jazz e non ci si stanca mai di ascoltarlo.
Vivamente consigliato agli amanti dei due generi, o di uno solo di essi, come ponte di collegamento per confermare ancora una volta che i generi musicali sono solo delle convenzioni di fronte alla musica viva e suonata col cuore.
E‘ il caso di dirlo, non posso credere alle mie orecchie. Da poco tempo giornali e passeggeri dei treni parlano di una nuova “droga” che a detta loro si assumerebbe ascoltando un certo tipo di musica in concomitanza con l’assunzione di bevande alcoliche. Addirittura ci sono dei siti che vendono queste musiche allucinogene e sembra che facciano soldi a palate…
