Hasta luego!

Eccoci finalmente giunti al momento della mia partenza. Martedì 19 atterrerò a Santander e comincerò il mio percorso lungo le orme del Cid Campeador.
Questo mi porterà da Burgos a Valencia, passando per otto province spagnole e si atterrà al cammino storico-mitologico di questo personaggio così come riportato nel Cantar del Mio Cid, uno dei primi poemi epici della lingua spagnola.
A differenza però di quanto annunciato, al mio ritorno non pubblicherò foto o racconti; questa sarà una profonda esperienza personale che condividerò solo con chi me ne farà richiesta, una cosa che va narrata solo ai veri amici. Sarà il primo viaggio in solitaria che mi accingo ad effettuare, e ancora non so come mi troverò con me stesso. Di sicuro avere uno scopo, scattare migliaia di foto e stare sempre in movimento (1900 Km in una settimana) mi farà compagnia e mi terrà lontano dalla noia.
Le valigie sono pronte, il materiale elettronico è caldo, il resto deve essere ancora scritto, ma sarà di sicuro una grande avventura, qualcosa che rimarrà iscritto per sempre nella mia storia personale.

Maggiori informazioni sul mio percorso sul sito www.caminodelcid.org

9 Responses to “Hasta luego!”

  1. ThePinnina Says:

    I grandi viaggi cominciano tutti dal primo passo.

    Quello che mi ha detto anni fa un amico lo dico ora a te.

    Buon cammino! Evviva el Cid! :)

  2. Gil-galad Says:

    Hasta luego compadre!

  3. Paola Says:

    Buon viaggio mio caro amico…noi saremo qui ad aspettarti!

  4. Emiliano Says:

    Buon viaggio!!

  5. ThePinnina Says:

    Un pensiero per Irvius che gira solo per la Spagna non deve mancare :)

    Soprattutto alla vigilia della mia partenza per un brevissimo viaggio che mi portera’ ad un incontro unico ed irripetibile.

    In questi giorni siamo vicini caro Irvius, perche’ anche se per motivi diversi, viviamo momenti che, come dici tu, rimarranno scritti per sempre nelle nostre storie personali. :)

  6. GIUSEPPE Says:

    Sai da piccolo ho sempre detto che sei una persona straordinaria e un vanto per me…. per te un viaggio importante ma posso dirti che da quando solco i terreni di guerra sei stato sempre nei miei pensieri…quindi vai che sei un grande….

  7. Irvius Says:

    Questo è uno dei commenti più belli che mi siano stati lasciati!
    Grazie cugino mio, e torna presto che poi ne avrai di cose da raccontare (e scrivere…)
    Ti aspetto!

  8. » Blog Archive » A Valencia Says:

    […] Finalmente, dopo mesi riesco a trovare la forza e l’ispirazione per ricominciare a scrivere sul blog, col preciso intento di farlo rinascere ed espandere con l’aiuto spero anche di voi lettori! Spunto di forza per questa ripresa è stata sicuramente la mia recente vacanza a Valencia con Silvia, che al di là del relax è stata un’esperienza per molti motivi importante e consona a tutto quello che in questi ultimi tempi sono diventato. Nel mio viaggio in Spagna la scorsa estate sulle orme del Cid, l’ultima tappa fu proprio Valencia, scelta in maniera filologica in quanto effettivamente fu questa città l’ultima grande conquista del condottiero castigliano ed il luogo in cui passò a miglior vita. Purtroppo per me, l’anno scorso il tempo per godermi questa tappa è stato veramente esiguo, al massimo sono riuscito a timbrare il salvacondotto del cammino e a farmi un giro sulle spiagge dorate alla ricerca di un ricordo bellissimo di 10 anni prima. Insomma, per differenti motivi la città di Valencia ha assunto un ruolo importante nella mia geografia emozionale e sin dall’anno scorso avevo la ferma intenzione di trascorrerci almeno una vacanza (bello sarebbe potersi permettere un appartamentino!) Sta di fatto che, per quanto potessi amarla, la conoscevo davvero poco, come ho potuto rendermi conto solo qualche giorno fa passandoci sei intere giornate. Valencia ha una storia antica, fu fondata dai romani nel 138 a.C. (se ricordo bene) ed ha vissuto appieno l’esperienza visigota, araba ed aragonese che molte importanti città spagnole hanno sperimentato nel corso dei secoli, tra taifas, reconquista, età d’oro e guerra civile; mi ero concentrato solo sulla sua storia medievale, ma una visita nell’ottimo museo di storia della città mi ha fatto scoprire un sacco di episodi interessanti sulle vicende valenciane. Valencia ha un mare bellissimo, calmo, soleggiato, tranquillo ed attrezzato (ho visto volontari accompagnare dei disabili su speciali carrozzine galleggianti messe a disposizione dal comune), gli spostamenti con i mezzi pubblici sono efficienti e comodi, si mangia bene e non si percepisce lo stress tipico delle grandi città (Valencia è la terza città spagnola per numero di abitanti). Al di là di tutto ciò, un immenso fiume ormai asciutto che taglia la città è stato trasformato in chilometri di parco attrezzato, dove fare sport è un vero piacere, e agli estremi di questo fiume sono stati costruiti un bellissimo bioparco che ospita molti animali in semilibertà ed un parco della scienza, con acquario e sale di esperimenti (abbiamo anche provato l’emozione di un viaggio sul nuovo shuttle della NASA verso l’ISS). Ma tra antiche librerie e degustazioni di orxata di xufa, passeggiate nel parco e chiacchierate con persone in metro, quello che resta di questa città è una sensazione di modernità con un occhio sempre rivolto alla tradizione, di valorizzazione del bello che si ha e di voglia di fare bene. Una sensazione che potrebbe essere davvero d’esempio per altre città emergenti ed in linea di massima per tutti coloro che amano il vivere civile. E tutto questo non ha colpito solo me, o è valido solo per i tempi recenti, come dimostra, tra i tanti, il poeta Ibn az-Zaqqaq (morto nel 1134) in una celebre composizione che amo riportare qui sotto: Valencia - quando penso a lei ed alle sue meraviglie - è la più bella tra le città: essa parla di sé meglio di chiunque altro, perché la sua bellezza colpisce chi la vede. Il suo signore l’ha ammantata di una splendida veste, ornata da due orli, il mare e il fiume. […]

  9. » Blog Archive » Alle origini Says:

    […] E‘ troppo tempo che non riesco a trovare alcuni minuti da dedicare al blog. Questo strumento dovrebbe in fondo servire a tenere traccia della quotidianità o comunque a sottolineare i passaggi importanti di una vita; il blog è strettamente legato al concetto di presente, di novità, di aggiornamento. Voglio invece riprendere la mia scrittura condividendo un pezzo importante di passato. Chi mi ha seguito col pensiero nel mio viaggio sulle tracce del Cid non ha avuto modo di conoscere da me tutti i dettagli che mi hanno spinto a realizzare questo cammino, all’epoca io stesso misi intorno alla faccenda un’alone di mistero; oggi voglio condividere e svelare l’origine di tutto questo, qualcosa che non sta solo alla base di un viaggio ma di una vita intera. All’età di sei anni la tv era in bianco e nero e i canali pochi, ma dopo pranzo, quando i genitori andavano a dormire, c’erano un sacco di cartoni animati che in un modo o nell’altro hanno accompagnato l’infanzia di ognuno di noi; ricordo che seguivo con piacere e devozione le avventure di “Ruy il piccolo Cid“, a quell’epoca non avevo affatto idea di chi fosse il protagonista né della sua storia e mi piacevano tantissimo le ambientazioni medievali, ricostruzioni perfette (come ho avuto modo di constatare qualche anno fa), della Castiglia di un tempo da parte di uno staff di disegnatori giapponesi. A distanza di anni ricordavo solo l’atmosfera del cartone e, chiara come il sole e scolpita nella mente, la scena finale, in cui il piccolo Rodrigo Diaz, finalmente accolto alla corte del re come sognava, incontra sé stesso da grande sulla via verso Burgos. L’incontro non è certo felice né classico finale positivo di una serie di cartoni: il Rodrigo Diaz che il piccolo incontra è quello appena cacciato dalla corte del re Alfonso, a causa di gelosie (ma nel cartone non se parla ovviamente); ecco quindi che quella che gli si para davanti è una scena che in qualche modo incrina i sogni di gloria del bambino e lo porta a considerare da subito la realtà per quella che può essere, per il fatto che possa diventare a volte molto peggiore rispetto al sogno. Questa scena sta alla base di tutta la mia esistenza, dopo anni sono riuscito a trovare il DVD della serie e ne ho tradotto l’ultima scena che condivido volentieri con voi. Una volta i cartoni insegnavano di sicuro qualcosa di più che a contare sulla forza bruta e sulle arti marziali per vincere nella vita… […]

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