Helikopter-Streichquartett
Domenica, Gennaio 18th, 2009
Oggi ho avuto l’occasione di partecipare a qualcosa di veramente speciale, forse un po’ troppo, ma comunque un evento che finora il mondo ha visto solo tre volte.
Stamattina l’Auditorium di Roma, nell’ambito del Festival della Scienza, offriva agli amanti della musica contemporanea un insolito concerto per 4 archi, 4 elicotteri e 4 tecnici del suono; nel vero senso della parola, ognuno dei musicisti prendeva posto in un elicottero e poi, una volta levatosi in cielo avrebbe suonato la partitura “insieme” agli altri tre su altrettanti elicotteri.
Quest’idea un po’ particolare venne in mente al compositore tedesco Karlheinz Stockhausen in un sogno, ma anche dietro l’insistenza di Irvine Arditti (che oggi ha eseguito il brano insieme al suo quartetto) che conosceva bene questo compositore. Se volete saperne di più vi invito a seguire i link dell’Auditorium, mi preme in questa sede dare un giudizio personale sull’insieme.
L’evento è stato presentato in maniera simpatica da Piergiorgio Odifreddi e da Irvine Arditti che ci ha parlato della storia del brano sia prima che dopo l’esecuzione, e l’elicottero di Irvine era pilotato dall’ex ciclista Gianni Bugno (tanto per rimanere nell’ambito delle curiosità); da un punto di vista musicale il brano era in fin dei conti una ventina di minuti di tremoli e glissando, numeri in lingua tedesca pronunciati dai musicisti in determinati momenti del brano, rumore di pale (c’era un microfono per la voce, uno per lo strumento ed uno per le pale in ogni elicottero) e un senso di ossessione sonora. Eppure sono stato colpito positivamente da questo concerto che di musicale conservava il senso del ritmo, dell’esecuzione contemporanea eppur separata (nessuno dei quattro poteva sentire cosa suonassero gli altri), e soprattutto della perfetta e totale preparazione in ogni minimo aspetto del brano da parte del compositore.
Stockhausen nello spartito ha persino indicato i colori dei maglioni che i quattro dovevano indossare e inserito tutte le indicazioni per i 4 fonici; in un certo senso da tutti questi suoni/rumori incrociati quello che è emerso è stato l’atto creativo e il coraggio di proporre qualcosa di così ardito. Tutto il resto era musica contemporanea…

