Archive for Novembre, 2009

Il quinto libro - Disonore Cimmero

Domenica, Novembre 22nd, 2009

null

Il mattino successivo mi svegliai prima dell’alba e mi recai alla mensa della guarnigione. Lì incontrai Bernard, un ufficiale poitoniano che conoscevo di sfuggita che stava per smontare dalla guardia notturna ed approfittai dell’occasione per saperne un po’ di più sull’assalto del giorno prima. Il suo atteggiamento triste e depresso mi confermò nell’impressione che il morale della guarnigione fosse rimasto decisamente scosso da questo evento. Cercai quindi di rincuorare Bernard come potei, anche se, sapendo ciò che Eulio mi aveva rivelato, ciò significò mentire spudoratamente, qualcosa che non mi piace mai dover fare senza una necessità impellente. Nel mentre della discussione giunsero anche Gillen e Taryus e quest’ultimo mi ricordò di fronte a tutti che dovevamo andare a prendere il cimmerio. Ci incamminammo subito ed appena fummo abbastanza lontani dalla mensa rimandai indietro Gillen a prelevare del rancio per il prigioniero, facendogli dire al responsabile che esso sarebbe servito a me più tardi, e procedetti a ricordare a Taryus che l’incarico che avevamo accettato richiedeva la massima segretezza possibile. Sarà stata la rabbia che provavo nell’aver dovuto mentire a Bernard, ma usai un tono di voce più duro del necessario. In ogni caso Taryus convenne con me di aver commesso un errore e non ci furono strascichi a seguito di questa vicenda.

Una volta giunti da Godric decidemmo di dividerci per accelerare i tempi. Mentre Taryus e Gillen si occuparono di far mangiare il prigioniero per poi condurlo, legato ed imbavagliato, nella piazza d’armi, io mi recai nell’armeria per procurare un’armatura ed un’arma che questi potesse usare una volta fuori dalla città. Godric avrebbe dovuto essere la nostra guida in quei luoghi e non aveva senso aggirarsi per una terra pericolosa come la Cimmeria in compagnia di un guerriero non in grado di difendersi. Non trovai la spada a due mani che egli avrebbe preferito, del resto non eravamo in Nemedia dove un’arma del genere è di uso comune, ma in un avamposto del Gunderland, per cui la mia scelta ricadde sull’equipaggiamento di solito utilizzato dalle prime file di picchieri gunderlandiani: una alabarda, un usbergo leggero, un elmetto di metallo ed un piccolo scudo da fissare al braccio. Presi inoltre un secondo scudo, simile al primo, per sostituire quello che mi era stato infranto il giorno prima. Avendo preso ciò di cui necessitavo, mi recai quindi a recuperare Nikephorus. Una volta giunto nelle stalle, il responsabile mi informò che Eulio gli aveva richiesto un secondo cavallo per fare da cavalcatura a Taryus ed aveva selezionato quindi per questo compito il miglior cavallo da sella rimastogli, un baio di nome Batic. Presi nota della cosa e gli chiesi quindi di aiutarmi a far indossare la bardatura di cuoio a Nikephorus prima di uscire sulla piazza d’armi con entrambi i cavalli. Lì trovai Eulio in piedi accanto ad un carretto, trainato stranamente da ben quattro cavalli, che aspettava impazientemente il nostro arrivo: nonostante il giro che avevo dovuto fare, a quanto pare ero riuscito ad arrivare comunque prima degli altri tre, che si presentarono a loro volta pochi minuti dopo. (more…)

Il quinto libro - Venarium!

Mercoledì, Novembre 11th, 2009

Da oggi è possibile seguire su questo sito le tracce di quattro biechi avventurieri nelle terre di Hyboria. Per una breve introduzione vi rimando a questa pagina. Quanto segue è il frutto dell’impegno di uno dei quattro a voler lasciare una traccia scritta del proprio passaggio… Enjoy!

Sette anni dopo il mio ingresso al servizio di Aquilonia, venni assegnato assieme a diversi altri mercenari a rafforzare la guarnigione di Venarium. Pochi oggi rammentano quel nome sfortunato, ma allora si trattava di una imponente città fortificata, eretta dagli aquiloniani all’interno del territorio cimmerio.

La città sorgeva nel mezzo del nulla ed erano non pochi i membri della guarnigione che si chiedevano quale fosse il motivo stesso della sua esistenza, dato che la zona non offriva nessuna ricchezza economica ed i cimmeri come popolo non sono stati mai disposti a farsi civilizzare. Presto avrei scoperto il vero motivo della fondazione di Venarium, ma con il senno di poi sarebbe stato forse meglio che non l’avessi mai saputo.

Tutto cominciò nei primi giorni della primavera successiva al mio arrivo, quando la mia compagnia di 36 soldati sotto il comando del capitano Atreius ricevette l’incarico di scortare un gruppo di manovali incaricati di costruire una torre di avvistamento a circa due miglia di distanza dalla città. Era circa metà mattina del secondo giorno e la torre era in via di completamento quando senza alcun tipo di preavviso fummo assaliti da orde di cimmeri che cominciarono a sbucare fuori dal bosco da tutti i lati. Che ciò sia stato possibile nonostante che metà della mia compagnia fosse continuamente di sentinella è indicativo della abilità di questi barbari nel tendere agguati. Tentammo di resistere all’assalto, ma i nemici erano semplicemente troppi ed io ed i tre uomini che erano con me ci trovammo presto a lottare per la nostra vita contro il doppio del nostro numero. I miei compagni furono uccisi uno dopo l’altro con spietata efficienza ed io stesso ebbi lo scudo frantumato da un colpo di spada. Vista la situazione non ebbi quindi altra scelta che correre verso il mio cavallo e riunirmi al capitano, che era riuscito ad organizzare una parvenza di ritirata con i pochi uomini rimastigli. (more…)