Alle origini

E‘ troppo tempo che non riesco a trovare alcuni minuti da dedicare al blog. Questo strumento dovrebbe in fondo servire a tenere traccia della quotidianità o comunque a sottolineare i passaggi importanti di una vita; il blog è strettamente legato al concetto di presente, di novità, di aggiornamento.
Voglio invece riprendere la mia scrittura condividendo un pezzo importante di passato. Chi mi ha seguito col pensiero nel mio viaggio sulle tracce del Cid non ha avuto modo di conoscere da me tutti i dettagli che mi hanno spinto a realizzare questo cammino, all’epoca io stesso misi intorno alla faccenda un alone di mistero; oggi voglio condividere e svelare l’origine di tutto questo, qualcosa che non sta solo alla base di un viaggio ma di una vita intera.
All’età di sei anni la tv era in bianco e nero e i canali pochi, ma dopo pranzo, quando i genitori andavano a dormire, c’erano un sacco di cartoni animati che in un modo o nell’altro hanno accompagnato l’infanzia di ognuno di noi; ricordo che seguivo con piacere e devozione le avventure di “Ruy il piccolo Cid“, a quell’epoca non avevo affatto idea di chi fosse il protagonista né della sua storia e mi piacevano tantissimo le ambientazioni medievali, ricostruzioni perfette (come ho avuto modo di constatare qualche anno fa), della Castiglia di un tempo da parte di uno staff di disegnatori giapponesi.
A distanza di anni ricordavo solo l’atmosfera del cartone e, chiara come il sole e scolpita nella mente, la scena finale, in cui il piccolo Rodrigo Diaz, finalmente accolto alla corte del re come sognava, incontra sé stesso da grande sulla via verso Burgos. L’incontro non è certo felice né classico finale positivo di una serie di cartoni: il Rodrigo Diaz che il piccolo incontra è quello appena cacciato dalla corte del re Alfonso, a causa di gelosie (ma nel cartone non se parla ovviamente); ecco quindi che quella che gli si para davanti è una scena che in qualche modo incrina i sogni di gloria del bambino e lo porta a considerare da subito la realtà per quella che può essere, per il fatto che possa diventare a volte molto peggiore rispetto al sogno.
Questa scena sta alla base di tutta la mia esistenza, dopo anni sono riuscito a trovare il DVD della serie e ne ho tradotto l’ultima parte che condivido volentieri con voi.
Una volta i cartoni insegnavano di sicuro qualcosa di più che a contare sulla forza bruta e sulle arti marziali per vincere nella vita…

P.S. La colonna sonora di questa scena, così come in altre parti del cartone, è presa dalla suite “I pianeti” di Holst, in particolare qui si ascolta “Giove” che stranamente per anni ho legato ai momenti importanti… ora so perché! Inoltre, la prima TV è stata il 6 febbraio, giorno del mio compleanno.

One Response to “Alle origini”

  1. Anonymous Says:

    E’ davvero emozionante!

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