Archive for the 'Fumetti' Category

Il quinto libro - Il falco e il corvo

Venerdì, Marzo 26th, 2010

Il mattino dopo ci incamminammo di buon’ora e raggiungemmo presto il luogo indicatoci da Alia, costituito da una piccola valle nascosta in mezzo ai monti. Ben presto potemmo notare una gran quantità di uccelli che volavano in circolo sopra un punto preciso per cui mandammo Gillen e Godric ad investigare, mentre ed io e Taryus restammo più indietro, pronti ad offrire supporto agli altri due in caso di necessità, ma sufficientemente lontani da non essere avvistati. Giunti nel luogo indicato dagli uccelli, i nostri compagni si trovarono di fronte ad una scena raccapricciante: in cima ad un albero era riverso il corpo senza vita di Eulio, smembrato in più parti come se fosse stato fatto a pezzi da un essere dotato di enormi artigli.
Alla vista di quel cadavere martoriato, tutta una serie di domande si affollarono nelle nostre menti: come aveva fatto Eulio a giungere lì prima di noi? Come era finito su quell’albero? E soprattutto, che tipo di creatura poteva aver fatto un tale scempio del suo corpo? Era forse opera dello sciamano cimmero, un segno che egli aveva iniziato a svelare gli arcani del libro di cui era entrato in possesso? Qualunque fosse la risposta a queste domande, era comunque troppo tardi per tornare indietro, non dopo tutto quello che avevamo passato e con il libro finalmente ad un passo da noi.

Dopo aver recitato una preghiera per l’anima di Eulio, rimontammo quindi sui nostri cavalli e riprendemmo a seguire il sentiero, che ci condusse in breve tempo ad una rozza capanna, probabilmente il tugurio dove abitava lo sciamano. Lì trovammo diversi segni del passaggio recente di cavalli, cosa che ci fece temere che una delle bande di razziatori pitti fosse ancora nell’area. Ci avvicinammo quindi con cautela all’ingresso della baita, situato sul lato opposto rispetto al sentiero da cui eravamo giunti, ma scoprimmo ben presto che qualcuno ci aveva preceduto: al centro della capanna giaceva riverso il cadavere di un cimmero di età avanzata, dal corpo quasi interamente ricoperto di tatuaggi. Dalla descrizione che ce ne aveva fatto Alia, riconoscemmo in quell’uomo lo sciamano che eravamo venuti a cercare. Un’ispezione della capanna rivelò che essa era stata saccheggiata meticolosamente. Non si trattava di una normale razzia: chi aveva fatto tutto ciò era chiaramente alla ricerca del libro e se ne era probabilmente appropriato. Avevamo però una traccia da seguire: le orme di cavalli che avevamo notato prima. (more…)

Il quinto libro - La prova del furetto

Martedì, Febbraio 2nd, 2010

Quando fummo sicuri che i Gorram non sarebbero tornati, potemmo accertare la situazione: nonostante i nostri sforzi, una parte dell’accampamento era andata a fuoco, ma soprattutto Godric giaceva esanime a terra circondato da una pozza del suo stesso sangue. Taryus, dopo aver studiato le ferite del barbaro, determinò che il cimmerio avrebbe avuto bisogno di almeno uno o due giorni di completo riposo a letto per potersi riprendere. Purtroppo questa non era una scelta praticabile: mentre Taryus stava ancora esaminando Godric, Sine era giunta furibonda da noi, accusandoci di essere i responsabili dell’attacco dei Gorram. Fortunatamente ero stato in grado di calmarla, argomentando che se fossimo stati davvero alleati dei Gorram, non avrebbe avuto senso che essi attaccassero mentre noi eravamo ancora nel villaggio. In ogni caso, Sine mi aveva fatto capire senza mezzi termini che non eravamo più i benvenuti nel villaggio.

Grazie all’intercessione della vecchia con cui avevo parlato già in precedenza, riuscimmo ad arrivare ad un compromesso: in cambio di uno dei due rotoli di coda di seta che portavo con me, i Murrogh ci diedero del legno a sufficienza per costruire una slitta con cui trasportare Godric. La stessa vecchia mi rivelò inoltre ciò che aveva cercato di dirmi prima dell’attacco dei Gorram: il totem con le corna di bufalo era sì tipico del suo clan, ma non lo avremmo trovato in alcun accampamento Murrogh. Questo totem era realizzato, infatti, solo quando essi stipulavano un’alleanza e veniva consegnato all’altro clan al momento di suggellare il patto. La donna mi informò inoltre che in quel momento l’unico clan con il quale fossero alleati erano i Galloph dell’altopiano della Gamba Rotta. Questa sarebbe stata quindi la nuova tappa della nostra ricerca! (more…)

Il quinto libro - Disonore Cimmero

Domenica, Novembre 22nd, 2009

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Il mattino successivo mi svegliai prima dell’alba e mi recai alla mensa della guarnigione. Lì incontrai Bernard, un ufficiale poitoniano che conoscevo di sfuggita che stava per smontare dalla guardia notturna ed approfittai dell’occasione per saperne un po’ di più sull’assalto del giorno prima. Il suo atteggiamento triste e depresso mi confermò nell’impressione che il morale della guarnigione fosse rimasto decisamente scosso da questo evento. Cercai quindi di rincuorare Bernard come potei, anche se, sapendo ciò che Eulio mi aveva rivelato, ciò significò mentire spudoratamente, qualcosa che non mi piace mai dover fare senza una necessità impellente. Nel mentre della discussione giunsero anche Gillen e Taryus e quest’ultimo mi ricordò di fronte a tutti che dovevamo andare a prendere il cimmerio. Ci incamminammo subito ed appena fummo abbastanza lontani dalla mensa rimandai indietro Gillen a prelevare del rancio per il prigioniero, facendogli dire al responsabile che esso sarebbe servito a me più tardi, e procedetti a ricordare a Taryus che l’incarico che avevamo accettato richiedeva la massima segretezza possibile. Sarà stata la rabbia che provavo nell’aver dovuto mentire a Bernard, ma usai un tono di voce più duro del necessario. In ogni caso Taryus convenne con me di aver commesso un errore e non ci furono strascichi a seguito di questa vicenda.

Una volta giunti da Godric decidemmo di dividerci per accelerare i tempi. Mentre Taryus e Gillen si occuparono di far mangiare il prigioniero per poi condurlo, legato ed imbavagliato, nella piazza d’armi, io mi recai nell’armeria per procurare un’armatura ed un’arma che questi potesse usare una volta fuori dalla città. Godric avrebbe dovuto essere la nostra guida in quei luoghi e non aveva senso aggirarsi per una terra pericolosa come la Cimmeria in compagnia di un guerriero non in grado di difendersi. Non trovai la spada a due mani che egli avrebbe preferito, del resto non eravamo in Nemedia dove un’arma del genere è di uso comune, ma in un avamposto del Gunderland, per cui la mia scelta ricadde sull’equipaggiamento di solito utilizzato dalle prime file di picchieri gunderlandiani: una alabarda, un usbergo leggero, un elmetto di metallo ed un piccolo scudo da fissare al braccio. Presi inoltre un secondo scudo, simile al primo, per sostituire quello che mi era stato infranto il giorno prima. Avendo preso ciò di cui necessitavo, mi recai quindi a recuperare Nikephorus. Una volta giunto nelle stalle, il responsabile mi informò che Eulio gli aveva richiesto un secondo cavallo per fare da cavalcatura a Taryus ed aveva selezionato quindi per questo compito il miglior cavallo da sella rimastogli, un baio di nome Batic. Presi nota della cosa e gli chiesi quindi di aiutarmi a far indossare la bardatura di cuoio a Nikephorus prima di uscire sulla piazza d’armi con entrambi i cavalli. Lì trovai Eulio in piedi accanto ad un carretto, trainato stranamente da ben quattro cavalli, che aspettava impazientemente il nostro arrivo: nonostante il giro che avevo dovuto fare, a quanto pare ero riuscito ad arrivare comunque prima degli altri tre, che si presentarono a loro volta pochi minuti dopo. (more…)