Archive for the 'Letteratura' Category

Chi ha paura di Tamerlano?

Mercoledì, Luglio 4th, 2007

Conosciuto casualmente grazie alla lettura di uno speciale della rivista Medioevo sulle crociate, da pochi mesi seguo avidamente l’opera ed il pensiero di Franco Cardini, a detta degli specialisti uno dei massimi medievisti italiani contemporanei. Trovo il suo stile a metà strada tra il divulgativo e l’ostico tecnico degli storici, e questo contribuisce molto alla resa finale dei saggi che ho letto, nel senso che si ha la sensazione, per uno come me che di storia sa poco o nulla, di aver davvero imparato qualcosa di serio, soprattutto dal punto di vista di quella parte di storia che si occupa non solo di date ma di analisi della società nei tempi.
Ho voluto provare, anche per affrontare in modo più rilassato gli argomenti storici trattati, a leggere il suo secondo romanzo storico dal titolo “Il signore della paura”, basato sul viaggio realmente avvenuto di Don Rodrigo Clavijo come ambasciatore del re di Castiglia Enrico III alla corte del “terribile” Tamerlano, all’epoca conosciuto con il nome di Timur Beg; l’autore affianca al viaggio di questo cavaliere castigliano quello fittizio di due cavalieri fiorentini che hanno un conto in sospeso fra di loro, ma per il resto è tutto storicamente fedele.
In effetti questo racconto più che come romanzo storico andrebbe definito come un libro di storia romanzato, in quanto è ricchissimo di dettagli non solo riguardanti gli avvenimenti dell’epoca (siamo al 1404), ma anche riguardanti gli usi e costumi dei popoli assoggettati a Tamerlano e abitanti la Via della Seta (ah, averlo letto quando ero ancora Master…), le pietanze preparate e servite dalla Spagna a Samarcanda, gli usi religiosi cristiani e musulmani mescolati ai pagani ancora resistenti tra i popoli più antichi e riaffioranti tra quelli più “civili”.
Una lettura gustosissima per chi ama questo periodo storico, ma anche per chi ama l’oriente misterioso che qui viene presentato nella sua interezza di un tempo, che ci fa capire perché si siano creati tutti questi bei miti sulla terra del sole che sorge. Ci si rende conto di come l’Europa all’epoca fosse un piccolo formicaio di gente in continua crisi di potere, in confronto ai vastissimi imperi tartaro e soprattutto cinese, che all’epoca ci consideravano, giustamente, dei barbari.
Insomma, non è proprio per tutti, ma questo libro va letto e interiorizzato, parla in fondo anche delle nostre radici storiche che al giorno d’oggi tutti sembrano rinnegare. Non è “noioso” come un libro di storia e non è vuoto come un sacco di romanzi che puntano solo a tenere alta la suspense del lettore per il “salto finale” delle ultime pagine…

Ego Ruderico

Sabato, Aprile 14th, 2007

Un nuovo corso esistenziale mi si profila dinanzi, una sorta di riappacificazione con un oscuro passato. Vi basti questo per ora, e seguitemi nella prima tappa di questo cammino.
Circa un mese fa mi recavo in libreria per acquistare un volume che parlasse di battaglie navali o qualcosa a che vedere con la marina militare di tutti i tempi; pur cercando parecchio non trovai nulla di interessante, così stavo per andarmene, quando l’occhio mi cadde su un libro marrone con una miniatura di uomini d’arme medievali in combattimento.
Il libro in questione era El Cid, storia del nobile cavaliere Rodrigo Diaz, scritto da Richard Fletcher; la mia antica passione per questo personaggio, la cui origine illustrerò in un prossimo post, mi ha spinto senza dubbi ad acquistarlo…ed ho fatto davvero bene!
Questo gustosissimo libro, frutto di una ricerca storica ventennale, finalmente dopo quasi mille anni riesce a presentarci El Cid per quello che era; lo storico presenta per metà volume tutto il mondo antecedente e coevo al Cid, lo stato dettagliato della penisola iberica e tutte le propaggini storico-geografiche che l’avevano portata alla situazione di allora (intorno agli anni 1000-1100). Dopo un intero capitolo dedicato a luci ed ombre delle fonti, nella seconda metà del libro parte la descrizione storica ed epica della vita di questo mercenario con la solita dovizia di particolari, dagli inizi alla corte del re di Navarra fino alla totale indipendenza da sovrani arabi e cristiani, quando con il proprio esercito entra trionfante a Valencia. Un vero freelancer dell’epoca, non certo l’eroe cristianissimo che secoli di mitizzazione spagnola ci regalavano fino a pochi decenni fa, ma di sicuro un vero avventuriero.
Ma cosa ha a che fare un cavaliere iberico con me? La risposta sta nella mia infanzia (addirittura!), e non la dipano in questo post (more to come…), ma mi ha fatto molto piacere sapere che questo insigne storico autore del volume in fondo si è dedicato con passione alla figura di Rodrigo Diaz de Vivar a causa di un libretto di racconti per bambini che da piccolo suo padre gli regalò.
Ai più curiosi, agli appassionati, a chi vuole leggere un libro storico curatissimo, questo volume è consigliato al 100%. Come al solito, basta chiedere!

Le cronache di Thomas Covenant

Lunedì, Marzo 19th, 2007

Colgo l’occasione del mio spazio per rilanciare una saga fantasy scritta negli anni in cui sono nato, ma a mio avviso (e non solo mio) pietra miliare di questo genere.
Chi ama la natura e il rapporto con la terra, chi crede ancora nell’importanza della bellezza contrapposta al livellamento morale dei nostri giorni, chi ama tuffarsi in mondi tutto sommato non lontani dai nostri e riccamente dettagliati dall’autore, chi sa ancora affezionarsi ai personaggi di un racconto, non dovrebbe perdere perlomeno il primo libro di questa saga.
Lo scrittore Stephen R. Donaldson è riuscito a traslitterare la contrapposizione che al male fa la bellezza, il credere in qualcosa di assoluto soprattutto quando i frutti di questo assoluto si hanno tutti i giorni sotto gli occhi.
Il protagonista, Thomas Covenant, è un lebbroso americano, confinato a vivere in solitudine, abbandonato da moglie e figlio; ovviamente svilupperà un suo mondo interno dove nessuno ormai lo ama o lo capisce, nessuno si interessa a lui e diverrà tutto sommato un essere freddo ed attento solo a sé. A seguito di un incidente, si troverà senza sapere come in un mondo parallelo (la Landa) in cui sarà messaggero di distruzione da parte del cattivone di turno; ma la sua mano monca per via della lebbra lo farà assomigliare al più grande eroe che la Landa avesse mai avuto, tanto da far sperare tutti gli abitanti che incontra nel ritorno di questo eroe e nella vittoria finale contro il male.
Covenant non accetterà mai questo ruolo da eroe, non vuole, non può, non gli va; lui è un lebbroso, un parìa e nessuno capisce la sua malattia in quella terra che crede essere solo frutto dei suoi sogni. Un fantasy estremamente antieroico, in cui anche i più potenti personaggi positivi sono tutto sommato deboli e la lotta fra bene e male si gioca sul piano psicologico più che sulla spada.
Un mondo pieno di bellezza naturale ed ancora poco corrotto fa da sfondo alle terribili ritrosie del protagonista ed alle troppo forzate speranze in lui da parte di chi lo accompagna.
Lessi questa saga a 13 anni, mi piacque, mi formò, ma ora rileggerla mi fa capire tante cose; in qualche modo conferma i miei progressi nelle cose che scelsi da bambino, ma per altri versi mi racconta che non bisogna smettere di credere nel mondo, nei processi “nascosti” dal clamore di oggigiorno, e nella pazienza.
Purtroppo questi libri non continuano ad essere pubblicati in Italia, ma di sicuro li trovate su eBay o in lingua originale in varie librerie online e non (li ho appena riacquistati). Potete anche chiederli in prestito a me se siete interessati; spero un giorno di poterne parlare con qualcuno e confrontare i punti di vista!