Archive for the 'Non categorizzato' Category

Il quinto libro - La prova del furetto

Martedì, Febbraio 2nd, 2010

Quando fummo sicuri che i Gorram non sarebbero tornati, potemmo accertare la situazione: nonostante i nostri sforzi, una parte dell’accampamento era andata a fuoco, ma soprattutto Godric giaceva esanime a terra circondato da una pozza del suo stesso sangue. Taryus, dopo aver studiato le ferite del barbaro, determinò che il cimmerio avrebbe avuto bisogno di almeno uno o due giorni di completo riposo a letto per potersi riprendere. Purtroppo questa non era una scelta praticabile: mentre Taryus stava ancora esaminando Godric, Sine era giunta furibonda da noi, accusandoci di essere i responsabili dell’attacco dei Gorram. Fortunatamente ero stato in grado di calmarla, argomentando che se fossimo stati davvero alleati dei Gorram, non avrebbe avuto senso che essi attaccassero mentre noi eravamo ancora nel villaggio. In ogni caso, Sine mi aveva fatto capire senza mezzi termini che non eravamo più i benvenuti nel villaggio.

Grazie all’intercessione della vecchia con cui avevo parlato già in precedenza, riuscimmo ad arrivare ad un compromesso: in cambio di uno dei due rotoli di coda di seta che portavo con me, i Murrogh ci diedero del legno a sufficienza per costruire una slitta con cui trasportare Godric. La stessa vecchia mi rivelò inoltre ciò che aveva cercato di dirmi prima dell’attacco dei Gorram: il totem con le corna di bufalo era sì tipico del suo clan, ma non lo avremmo trovato in alcun accampamento Murrogh. Questo totem era realizzato, infatti, solo quando essi stipulavano un’alleanza e veniva consegnato all’altro clan al momento di suggellare il patto. La donna mi informò inoltre che in quel momento l’unico clan con il quale fossero alleati erano i Galloph dell’altopiano della Gamba Rotta. Questa sarebbe stata quindi la nuova tappa della nostra ricerca! (more…)

Alle origini

Giovedì, Gennaio 21st, 2010

E‘ troppo tempo che non riesco a trovare alcuni minuti da dedicare al blog. Questo strumento dovrebbe in fondo servire a tenere traccia della quotidianità o comunque a sottolineare i passaggi importanti di una vita; il blog è strettamente legato al concetto di presente, di novità, di aggiornamento.
Voglio invece riprendere la mia scrittura condividendo un pezzo importante di passato. Chi mi ha seguito col pensiero nel mio viaggio sulle tracce del Cid non ha avuto modo di conoscere da me tutti i dettagli che mi hanno spinto a realizzare questo cammino, all’epoca io stesso misi intorno alla faccenda un alone di mistero; oggi voglio condividere e svelare l’origine di tutto questo, qualcosa che non sta solo alla base di un viaggio ma di una vita intera.
All’età di sei anni la tv era in bianco e nero e i canali pochi, ma dopo pranzo, quando i genitori andavano a dormire, c’erano un sacco di cartoni animati che in un modo o nell’altro hanno accompagnato l’infanzia di ognuno di noi; ricordo che seguivo con piacere e devozione le avventure di “Ruy il piccolo Cid“, a quell’epoca non avevo affatto idea di chi fosse il protagonista né della sua storia e mi piacevano tantissimo le ambientazioni medievali, ricostruzioni perfette (come ho avuto modo di constatare qualche anno fa), della Castiglia di un tempo da parte di uno staff di disegnatori giapponesi.
A distanza di anni ricordavo solo l’atmosfera del cartone e, chiara come il sole e scolpita nella mente, la scena finale, in cui il piccolo Rodrigo Diaz, finalmente accolto alla corte del re come sognava, incontra sé stesso da grande sulla via verso Burgos. L’incontro non è certo felice né classico finale positivo di una serie di cartoni: il Rodrigo Diaz che il piccolo incontra è quello appena cacciato dalla corte del re Alfonso, a causa di gelosie (ma nel cartone non se parla ovviamente); ecco quindi che quella che gli si para davanti è una scena che in qualche modo incrina i sogni di gloria del bambino e lo porta a considerare da subito la realtà per quella che può essere, per il fatto che possa diventare a volte molto peggiore rispetto al sogno.
Questa scena sta alla base di tutta la mia esistenza, dopo anni sono riuscito a trovare il DVD della serie e ne ho tradotto l’ultima parte che condivido volentieri con voi.
Una volta i cartoni insegnavano di sicuro qualcosa di più che a contare sulla forza bruta e sulle arti marziali per vincere nella vita…

P.S. La colonna sonora di questa scena, così come in altre parti del cartone, è presa dalla suite “I pianeti” di Holst, in particolare qui si ascolta “Giove” che stranamente per anni ho legato ai momenti importanti… ora so perché! Inoltre, la prima TV è stata il 6 febbraio, giorno del mio compleanno.

Boba Fett mi ha catturato!

Venerdì, Ottobre 16th, 2009

Erano davvero dei momenti felici quelli che da adolescente mi vedevano partecipare alla Fiera del Fumetto di Roma, un evento atteso tutto l’anno, in cui si potevano passare dei giorni tra tutti i personaggi ed i mondi fantastici che all’epoca popolavano i nostri pensieri; addirittura un anno lavorai anche ad uno stand (quello del mitico negozio Dragon Fear) insieme ad altri amici.
Dopo tanti anni torno a Romics (oggi si chiama così) soprattutto per soddisfare il desiderio di Silvia di sfoggiare i suoi sempre nuovi costumi autoprodotti di Star Wars (nello specifico la Senatrice Padme Amidala…), ma non posso dire che in fondo non piaccia anche a me, sebbene ora gli spazi siano più ristretti, le mode diverse e a mio avviso si è perso parecchio dello spirito originale.
Ogni anno io indosso lo stesso vestito da Jedi, spacciandomi per il Maestro Sifodias, che siccome non appare nei film può benissimo avere il mio aspetto, ma quest’anno fortunatamente un evento mi ha emozionato e fatto tornare ai fasti di tanti anni fa: nello stand della 501st Legion Italiana si poteva fare conoscenza nientedimeno che dell’attore che trenta anni fa interpretò il mitico personaggio di Boba Fett.
Jeremy Bulloch adesso ha 64 anni ed il suo aspetto da anziano englishman certo non ricorda molto bene il cacciatore di taglie tanto efferato quanto silenzioso, che si è ritagliato un posto d’onore tra i personaggi più belli dell’intera saga, ma rimane pur sempre un incontro importante per un vero fan. Per di più Jeremy è stato davvero molto gentile e disponibile nei miei confronti, autografandomi la carta di Boba Fett del mitico Star Wars CCG (il primo ed unico, gli altri sono nulla…) senza farmi pagare la tariffa predisposta.
Avrei desiderato tanto parlare un poco con lui, ma purtroppo era davvero impegnato con tutti i fan, l’esperienza è stata comunque unica nel suo genere! Ringrazio di cuore chi ha organizzato l’evento, in un festival che ormai al 99% è popolato da personaggi manga e da gente che neanche sa più riconoscere un Jedi nel suo classico abbigliamento…
Qualche foto, compresa quella della carta autografata, la trovate qui