A Valencia
Sabato, Settembre 12th, 2009
Finalmente, dopo mesi riesco a trovare la forza e l’ispirazione per ricominciare a scrivere sul blog, col preciso intento di farlo rinascere ed espandere con l’aiuto spero anche di voi lettori!
Spunto di forza per questa ripresa è stata sicuramente la mia recente vacanza a Valencia con Silvia, che al di là del relax è stata un’esperienza per molti motivi importante e consona a tutto quello che in questi ultimi tempi sono diventato.
Nel mio viaggio in Spagna la scorsa estate sulle orme del Cid, l’ultima tappa fu proprio Valencia, scelta in maniera filologica in quanto effettivamente fu questa città l’ultima grande conquista del condottiero castigliano ed il luogo in cui passò a miglior vita. Purtroppo per me, l’anno scorso il tempo per godermi questa tappa è stato veramente esiguo, al massimo sono riuscito a timbrare il salvacondotto del cammino e a farmi un giro sulle spiagge dorate alla ricerca di un ricordo bellissimo di 10 anni prima.
Insomma, per differenti motivi la città di Valencia ha assunto un ruolo importante nella mia geografia emozionale e sin dall’anno scorso avevo la ferma intenzione di trascorrerci almeno una vacanza (bello sarebbe potersi permettere un appartamentino!) Sta di fatto che, per quanto potessi amarla, la conoscevo davvero poco, come ho potuto rendermi conto solo qualche giorno fa passandoci sei intere giornate.
Valencia ha una storia antica, fu fondata dai romani nel 138 a.C. (se ricordo bene) ed ha vissuto appieno l’esperienza visigota, araba ed aragonese che molte importanti città spagnole hanno sperimentato nel corso dei secoli, tra taifas, reconquista, età d’oro e guerra civile; mi ero concentrato solo sulla sua storia medievale, ma una visita nell’ottimo museo di storia della città mi ha fatto scoprire un sacco di episodi interessanti sulle vicende valenciane.
Valencia ha un mare bellissimo, calmo, soleggiato, tranquillo ed attrezzato (ho visto volontari accompagnare dei disabili su speciali carrozzine galleggianti messe a disposizione dal comune), gli spostamenti con i mezzi pubblici sono efficienti e comodi, si mangia bene e non si percepisce lo stress tipico delle grandi città (Valencia è la terza città spagnola per numero di abitanti). Al di là di tutto ciò, un immenso fiume ormai asciutto che taglia la città è stato trasformato in chilometri di parco attrezzato, dove fare sport è un vero piacere, e agli estremi di questo fiume sono stati costruiti un bellissimo bioparco che ospita molti animali in semilibertà ed un parco della scienza, con acquario e sale di esperimenti (abbiamo anche provato l’emozione di un viaggio sul nuovo shuttle della NASA verso l’ISS).
Ma tra antiche librerie e degustazioni di orxata di xufa, passeggiate nel parco e chiacchierate con persone in metro, quello che resta di questa città è una sensazione di modernità con un occhio sempre rivolto alla tradizione, di valorizzazione del bello che si ha e di voglia di fare bene. Una sensazione che potrebbe essere davvero d’esempio per altre città emergenti ed in linea di massima per tutti coloro che amano il vivere civile. E tutto questo non ha colpito solo me, o è valido solo per i tempi recenti, come dimostra, tra i tanti, il poeta Ibn az-Zaqqaq (morto nel 1134) in una celebre composizione che amo riportare qui sotto:
Valencia - quando penso a lei ed alle sue meraviglie - è la più bella tra le città:
essa parla di sé meglio di chiunque altro,
perché la sua bellezza colpisce chi la vede.
Il suo signore l’ha ammantata di una splendida veste,
ornata da due orli, il mare e il fiume.
Eccoci finalmente giunti al momento della mia partenza. Martedì 19 atterrerò a Santander e comincerò il mio percorso lungo le orme del
Nel mio 
